Mentre 34 paesi sono coinvolti in conflitti, il Medio Oriente è in fiamme e dall’Africa giungono notizie di nuove violenze, nell’anno in cui ricorrerà il settantesimo anniversario dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, il mondo si appresta a celebrare la Giornata della Pace e a Genova il primo gennaio si attendono duemila persone all’incontro con il cardinale Bagnasco e alla marcia in cui si ricorderanno i paesi colpiti dalla violenza.
Di fronte allo scenario tragico delle guerre nel mondo, papa Benedetto XVI farà risuonare, nel messaggio che verrà proclamato il primo giorno del 2009, l’antico monito di Leone XIII: «ciascuno faccia la parte che gli spetta e non indugi»: e il primo modo di contrastare la violenza – dirà il pontefice – è quello di impegnarsi per la costruzione di società meno ingiuste.
Come ogni anno il primo gennaio la Comunità di Sant’Egidio vuole far giungere il suo sostegno al messaggio del Papa “Combattere la povertà, costruire la pace” e alla sua sollecitudine per la pace nel mondo con manifestazioni e preghiere in 600 città di tutti i continenti.
A Genova l’appuntamento è giovedì 1 gennaio 2009 alle 15
nella basilica dell’Annunziata,
con gli interventi di testimoni provenienti da zone di conflitto, e una riflessione del cardinale Angelo Bagnasco.
Alle 16,30 partirà la marcia per la pace da piazza della Nunziata per le vie del centro antico fino a piazza San Lorenzo.
Sarà un’occasione per ricordare tutte le terre che nel Nord e nel Sud del mondo attendono la fine della guerra, fonte di sofferenza per tanti popoli e “madre” di tutte le povertà, e la fine del terrorismo e sperano nell’unità e nella pace della famiglia umana.
Cristiani e credenti di tutte le religioni, uomini e donne di buona volontà, sono invitati ad unirsi per manifestare che la pace è possibile e che la guerra non è inevitabile.

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Stampa questo articolo Stampa questo articolo Redazione, 1 gen 2009

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