13 feb 2010

Il cinquantaduenne Radu Mihaileanu è un cineasta francese d’origine rumena: è emigrato in Francia nel 1980, in piena dittatura di Nicolae Ceauşescu (1918 – 1989) e qui è entrato nel mondo del cinema, prima come aiuto di vari cineasti, fra cui il nostro Marco Ferreri, poi come regista a pieno titolo. Il film che gli ha dato la maggiore notorietà è stato Train de vie – Un treno per vivere (Train de vie, 1998) in cui si raccontava come gli abitanti di un villaggio ebreo riuscissero a sfuggire alle camere a gas organizzando un treno di finta deportazione. Il film impastava tragedia e umorismo, gli stessi elementi che caratterizzano Il concerto che ha per protagonista un direttore d’orchestra moscovita, finito a fare l’uomo delle pulizie per essersi rifiutato di obbedire all’ordine di Leonid Il’ič Brežnev (1906 – 1982), Primo Segretario del Partito Comunista dell’URSS, di cacciare dall’orchestra del Teatro Bol’šoj i suonatori ebrei, in particolare la prima violinista, vera virtuosa della musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840 – 1893). D’allora il musicista vive nella speranza di ritornare sul podio a dirigere quella musica. L’occasione si presenta con un fax che lui intercetta per caso. Nel documento la direzione del Théâtre du Châtelet di Parigi invita l’orchestra russa per un concerto. Detto fatto, il maestro rimette assieme i vecchi professori, che ora campano facendo i più disparati mestieri, e accetta l’invito spacciando l’orchestra mal assortita che ha messo assieme come quella del Bol’šoj. Arrivo a Parigi, situazioni comiche, equivoci, incontro con una giovane violinista che non sa di essere la figlia dell’orchestrale cacciata dal complesso e morta in Siberia. E’ il trionfo del complesso destinato a diventare uno dei più richiesti d’Europa. Il film ha tratti leggeri, momenti molto ben riusciti e la miscela fra tragedia e riso funziona spesso molto bene. Nonostante questi meriti rimane, nella sostanza, un film leggero che non affronta, né vuole farlo, uno dei nodi più tragici della storia moderna: la persecuzione degli ebrei sotto i più diversi regimi.

Umberto Rossi

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Stampa questo articolo Stampa questo articolo Redazione, 13 feb 2010

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