I grandi classici sono tali anche perché consentono continue interpretazioni, nuove letture. Impegno inderogabile, poi, quando si è di fronte a vere pietre miliari della poesia o della letteratura come nel caso del poema la Divina commedia (1304 – 1321) di Dante Alighieri (1265 – 1321) di cui sono state realizzate varie messe in spettacolo la più nota delle quali fa capo alle letture di Roberto Benigni. Lorenzo Costa firma un Viaggio all’inferno che ha scritto, diretto e interpretato, assieme alla sempre affascinante Federica Ruggero, in cui sono riunite letture e parafrasi di alcuni fra i canti più rilevanti dell’opera (Paolo e Francesca, Ciacco, Farinata degli Uberti, Il conte Ugolino, Ulisse) alternate a brani musicali cantati da Alberto Bobby Soul Debenedetti e dalle coreografie di Maria Grazia Sulpizi per i danzatori del Diabasis Ballet. Sono almeno due i punti non risolti dello spettacolo. Il primo riguarda la non amalgama dei vari elementi che, così come sono presentati, formano una giustapposizione di momenti privi di un qualsiasi legame stilistico o funzionale. In altre parole recitazione, coreografia e canto rimangono momenti a se stanti, non si fondono in un discorso comune, sono sommati e non integrate nel corpo dello spettacolo. Il secondo punto dolente, quello più grave, riguarda la mancanza di una qualsiasi linea di lettura del testo di partenza che, così com’è presentato, può forse essere utile come supporto scolastico, ma non ha molto significato come spettacolo. E’ un’occasione perduta, ulteriormente compromessa, quantomeno la sera della prima, da alcuni incidenti tecnici all’apparato audio e da un cattivo bilanciamento di suoni e parole con la prevalenza dei primi e la quasi inintelligibilità delle seconde.
Umberto Rossi













