Verdi contrari all’arrivo di nuovi delfini all’Acquario di Genova.
“Siamo assolutamente contrari all’arrivo di nuovi esemplari di qualsiasi specie all’Acquario”, dichiara Cristina Morelli, Consigliere regionale in Liguria e Responsabile Diritti dei Verdi. “La detenzione degli animali in cattività ha poco a che vedere con la ricerca, la conservazione e soprattutto con l’educazione. Insegnare ai bambini, adulti di domani, che l’uomo è padrone di scegliere della libertà o della dignità degli animali è deprecabile e diseducativo poiché ripropone un antiquato rapporto antropocentrico da superare.
“Con la scusa della “conservazione” sono milioni gli animali negli zoo e negli acquari di tutto il mondo ad essere costretti ad una vita in ambienti artificiali e limitati : molti di essi sono ancora prelevati in natura vista la continua necessità di nuovi esemplari.
La realtà è che dietro la gestione degli animali in cattività si nasconde un grande business ed una florida attività commerciale. Siamo convinti che la vera ricerca sia quella effettuata sul campo come dimostrano i continui risultati e le nuove conoscenze acquisite. Non è necessario costringere animali all’ergastolo.
Provvederemo quindi ad acquisire informazioni in merito al sostegno economico e sponsorizzazione da parte degli enti locali per l’Acquario: i soldi dei contribuenti non possono essere investiti per sostenere attività commerciali di privati foraggiando e sostenendo operazioni e strutture come queste che ci sembrano ignorare i diritti degli animali. Inoltre con saremo pronti a seguire l’iter e verificare se tutti la documentazione in merito sia in regola. Vogliamo verificare da dove arrivino questi nuovi delfini.
Come dichiarato negli ultimi anni dall’Acquario si è verificato un netto calo di visitatori. Oggi si potrebbe convertire quella struttura in un edificio dotato di tecnologie in 3d, in modo da evitare la detenzione di animali. La detenzione non rispecchia la dignità e il rispetto verso questi esseri senzienti, motivo per cui le nostre amministrazioni dovrebbero considerare come primo loro impegno per la tutela di chi non ha voce”

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Stampa questo articolo Stampa questo articolo Redazione, 3 mar 2010

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