Aveva vinto il concorso internazionale nel 2007, e da oggi passa alla fase operativa, il progetto dell’architetto valenciano Josè Maria Tomas Llavador sul waterfront di La Spezia.
Nella seduta odierna, infatti, il Comitato Portuale ha approvato all’unanimità il masterplan definitivo, dando il via libera ai lavori sull’area da 330mila metri quadrati interessata dall’intervento.
Secondo il presidente della Port Autority spezzina, Lorenzo Forcieri, il progetto può rappresentare una svolta , non solo urbanistica, per la città. E davvero i numeri del progetto inducono a considerazioni ottimistiche: 250 milioni di investimento complessivi, per realizzare alberghi a 4 e a 5 stelle, aree dedicate allo sport, piscine, parcheggi, percorsi pedonabili e ciclabili, oltre 40 mila metri quadri di verde. Davvero “Le forme dell’Acqua” (così si chiama il progetto originario di Llavador) non sembrano lasciare nulla di intentato per dare nuova vita al waterfront spezzino. Accanto all’ormai immancabile museo del mare, ecco spuntare i più pragmatici chioschi e gallerie commerciali, la nuova darsena, ma l’anfiteatro all’aperto e la Spa sono promesse i dolce vita rivierasca.
Tutto ciò sarà realizzato con la compartecipazione di risorse pubbliche e private.
Il progetto prevede inoltre il potenziamento del trasporto marittimo e ferroviario, quest’ultimo in particolare realizzabile con un collegamento diretto che parte da Calata Paita. Ma a Spezia fanno gola anche le crociere, e così accanto alla nuova darsena ecco il progetto di una nuova stazione crocieristica: Genova, Napoli, Venezia e Civitavecchia sono avvisate.
10 mar 2010
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Redazione, 10 mar 2010












