Montagna – Spesso si predica il rispetto dei siti naturalistici e la collaborazione degli enti ed ogni promessa risulta generalmente disillusa. Ma questa volta, in un caso, si nota “un po’ di luce alla fine del tunnel”, dato che qualcuno ha avuto l’ardore di provare a cambiare le cose, magari partendo da un piccolo ponticello…
Ad inizio febbraio un gruppo di scout levantini si era accordato con l’associazione Outdoor Liguria per aver un accompagnamento in falesia. La Sfinge di Deiva era stata predestinata come luogo determinato per la breve uscita d’arrampicata, a titolo di volontariato, come sempre…
I giovani scout si erano dimostrati attenti, volenterosi e, spesso, molto, molto vivaci. Cosa dire? Una normale giornata di sano sport all’aria aperta, ricordando i vasti alpinistici, alla ricerca di puri gesti atletici e divertimento… Sicuramente vero. Eppure non si è limitato a questo il coinvolgimento dei giovani “montagnardi”.
Domenica 14 marzo lo stesso gruppo di scout levantini andrà con il proprio reparto, coadiuvati da alcuni genitori, a sistemare i ponti di legno che portano alla falesia di Deiva, che abbisognano di costante manutenzione. Ai ragazzi stessi è venuta in mente la bella idea di realizzare il restauro come “impresa di Reparto”. Ciò consegue che per qualche ora non vi sarà accesso alla falesia dal ponte canonico ed, in poche ore, la Sfinge si troverà dotata di una nuova struttura di accesso, pronta a reggere il peso delle successive migliaia di passaggi.
Teoricamente questo modus operandi dovrebbe esser la norma, ma, come sappiamo, spesso non è così. Le falesie sono sempre mantenute dai soliti noti, le associazioni ed i singoli che, a proprie spese, attrezzano e puliscono, per tutti gli altri. Per una volta è bastato portare una singola giornata un gruppo di ragazzi a scalare, per ritrovare una collaborazione diretta senza nemmeno la necessità di richiederla. Nel mare di pessime notizie che ogni giorno ci avvolge, fa piacere vedere che c’è sempre speranza.
Tra l’altro questo tipo di approccio ha un solitario precedente che si ritrova nella non vicina Rocca Maia. La Rocca Maccà, altresì chiamata Rocca Maia, é un affioramento roccioso che assume la morfologia di una piccola guglia a 668 m, nella zona del monte dei Torbi, in val Polcevera. Grazie ad un’idea di Piero Bordo, il gruppo di alpinismo giovanile del Cai di Bolzaneto istituì un progetto di riqualificazione. Gli accompagnatori ed i loro allievi lavorarono in sinergia con una serie d’interventi di pulizia e disgaggio, tra novembre 2006 e settembre 2007, provvedendo anche alla chiodatura di alcuni itinerari identificati come interessanti per l’approccio ludico e propedeutico. Furono proprio i ragazzi più giovani ad avere a cuore la chiodatura ed il lavoro di creazione degli itinerari di scalata.
Questa falesia si aggiungerà alle altre diecine, attrezzate dall’associazione Outdoor Liguria, formando il libro Onde di Pietra, in uscita ad ottobre. Si spera che la guida possa dare risalto a questi singoli episodi che lasciano trasparire che spesso, chi avrebbe voglia di fare, esiste, solo che andrebbe semplicemente indirizzato verso il bene comune ed al contempo a quello del singolo (…ben nota tesi di John Nash).
Christian Roccati
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