Finale Ligure – Sulla parete nord della Rocca di Perti è stata aperta la nuova via di scalata “Panta Rei” ad opera di Christian Roccati ed Ernesto Dotta. La linea di arrampicata ha uno stampo alpinistico ed è attrezzata con fittoni resinati soltanto nei punti non proteggibili e volutamente dedicata a chi è in grado, o vuole imparare, ad usare nuts, friends e cordini. Le difficoltà dell’itinerario non sono estreme, ma restano comunque piuttosto sostenute e la via non è da sottovalutare.
Alla fine del 2009 Roccati e Dotta, poco dopo l’apertura e richiodatura della Nuova via Andrea e Paolo, alla Rocca du Fo’, nell’Appennino ligure, si sono trovati a realizzare un nuovo progetto che, come altri, avevano in serbo da tempo. Una porzione della parete nord della Rocca di Perti era ancora inesplorata, ed una linea naturale evidente già aveva catturato l’attenzione di entrambi.
Ernesto era per altro reduce dal grande lavoro effettuato con gli altri componenti del team “Vecchie Beline”, suoi compagni, che sulla stessa parete aprirono, negli anni precedenti, una serie di splendide linee. Le stesse sono state ripetute e manutenute, una dopo l’altra, pochi mesi prima di Panta Rei, proprio dalla coppia Roccati-Dotta.
La linea in progetto è stata individuata, ripulita, attrezzata a più riprese, tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, ed infine denominata “Asini nella notte”. Una parte dei lavori son avvenuti in concomitanza con alcune ricorrenze relative alla vita, ed alla dipartita, di “Dino” Dotta, padre di Ernesto. Durante l’apertura, un clima molto intimo di ricordi ed introspezione si è miscelato alla geografia della linea nuova, che transita, distinta e parallela, di fianco alla via “Nonno Dino”. In relazione alle molte emozioni ed ai pensieri afferenti, l’itinerario è stato ribattezzato “Panta Rei”, cioè “Tutto Scorre”.
Nella grottella da cui parte la via, sotto un grande masso, è per altro fissata una targa con la denominazione in greco e la citazione dell’aforisma attribuito ad Eraclito, che esprime il concetto che ne genera il nome.
«Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento, essa si disperde e si raccoglie, viene e và». (Eraclito).
Dopo la prima libera integrale, alla via sono stati aggiunti alcuni resinati ad inizio 2010, sia dal basso, sia dall’alto, per evitare lunghi tratti non proteggibili, e limitare i rischi oggettivi. Panta Rei è quindi oggi una via di scalata “alpinistica”, elegante e da non sottovalutare.
29 mar 2010
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Redazione, 29 mar 2010












