2 Comments

  1. Redazione Liguria

    Gentile Lettore,
    a dire il vero ci sono numerosi report d’inchiesta che dimostrano che molte ragazze italiane, molto poco volontariamente, vanno in trasferta in Svizzera o nel Nord Europa (in particolare nei bordelli di Amsterdam) per vendere il proprio corpo.
    Rifuggiamo l’idea che una donna possa decidere deliberatamente – potendo scegliere un lavoro meno pericoloso – di accettare l’idea di avere rapporti sessuali con sconosciuti e per denaro.
    Del resto, a parti inverse, ci domandiamo quanti “maschietti” lo farebbero, accettando di vendersi per incontri con anziane e magari uomini omosessuali.
    L’idea che le donne, di qualunque colore, scelgano di prostituirsi per “piacere” o per “desiderio di ricchezza”, stride con le centinaia di denunce di sfruttamento e con le continue richieste di aiuto delle poverette alle associazioni che le aiutano.
    Se desidera togliersi ogni dubbio potrebbe offrirsi volontario per una di queste meritevoli associazioni, e domandare di persona, alle ragazze, quali siano le motivazioni che le hanno spinte sul marciapiede.
    un cordiale saluto

  2. Francostars

    A prescindere dai riti woodoo, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.

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Crediti: Serena Pagliosa & Adriano Casissa