2 Comments

  1. Giovanni Perdicchi

    Mi pare si faccia parecchia confusione, come spesso accade affrontando questo argomento. Quelle da perseguire (e trovare) sono le strutture abusive, che in barba alle normative affittano appartamenti o camere pur se sprovvisti di regolari licenze ed autorizzazioni. Fanno concorrenza sleale per tutte le altre tipologie di operatori, nessuno escluso.
    Ma buona parte delle strutture è perfettamente in regola ed opera correttamente.
    Il problema del terrorismo è un finto problema, da un lato un normale operatore turistico non riesce a distinguere un documento vero da uno contraffatto, dall’altro nessuno legifera in merito a fenomeni silenziosi ma dilagano quali couhsurfing conta ormai migliaia di iscritti tutta Italia senza avere obbligo denuncia degli alloggiati né a fini di sicurezza né ai fini istat comunque obbligatori.
    La verità è che in tutta Italia c’è una caccia alle streghe che interessa la lobby degli albergatori i loro interessi (leciti ed illeciti) dei quali poco si parla
    Ed ancor meno si scrive.

  2. Alfredo P.

    Perchè, quando arrivano in aeroporto non vengono tutti identificati e controllati, anche le persone “sospette” ? Per prenotare su Airbnb hanno usato anche la carta di credito e in più si sono identificati con documento di identità per completare la prenotazione.
    Tutto questo mi sembra una caccia alle streghe dove di mezzo ci vanno i privati cittadini che non hanno nessuna colpa se persone “sospette” girano indisturbate per le città. Controllate le strutture ufficiali o gli abusivi, che si spacciano per strutture quando non lo sono.
    Lasciate stare i privati che affittano per periodi brevi attraverso piattaforme collaborative come Airbnb (non Homeaway e Booking, che sono altra cosa, orientati per lo più al business), non ostacolate le innovazioni e la sharing economy. Non confondete le strutture abusive (che offrono la colazione senza autorizzazioni, che affittano per una sola notte, che hanno l’insegna senza aver fatto la SCIA) con gli appartamenti privati affittati temporaneamente, anche a turisti ma non solo. Questi ultimi non sono assimilabili a strutture ufficiali, ne sono soggetti a SCIA che riguarda specificamente chi vuole avviare un’attività vera e propria. Se io affitto l’appartamento, temporaneamente libero perchè non utilizzato, non è per nulla detto che voglio avviare un’attività. In altri periodi sarà utilizzato dalla famiglia, in altri ancora affittato a medio/lungo termine se si presenta l’occasione. Il problema oggi è che non si conosce bene il fenomeno e si fa molta confusione mettendo insieme situazioni che sono molto diverse. Federalberghi ha paura e sta facendo cartello contro queste “nuove” forme di offerta di alloggi. Nuove si fa per dire, da anni ci sono portali web che offrono appartamenti privati ma erano pochi e non davano fastidio. Si parla tanto di regolamentazione e di una legge ad hoc, ma come al solito in Italia si devono aspettare anni.

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Crediti: Serena Pagliosa & Adriano Casissa