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	<title>Liguria Oggi &#187; Cinema e Spettacoli</title>
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	<description>La Redazione di LiguriaOggi.it offre un flusso costante di notizie ed aggiornamenti sui principali fatti della regione. Cronaca, manifestazioni e spettacoli ma anche i numerosi appuntamenti con la Cultura e con gli eventi. Un giornale on line aperto ai contributi dei Lettori che potranno inviare notizie, comunicati, foto e video. Attualmente il sito è in fase di test tecnico e potranno verificarsi disagi e temporanee interruzioni del servizio. Ce ne scusiamo con i Lettori. info@liguriaoggi.it</description>
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		<title>Il solista (voto 7)  di Umberto Rossi.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Rossi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Steve Lopez è stato un giornalista di punta della Los Angeles Times, sulle cui colonne ha tenuto una rubrica legata a fatti e personaggi della vita reale. A corto d’idee e dopo una rovinosa caduta in bicicletta, ha scritto di un barbone di colore, psichicamente disturbato, fanatico della musica di Ludwig van Beethoven e ottimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Il_solista.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26290" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Il_solista-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a>Steve Lopez è stato un giornalista di punta della Los Angeles Times, sulle cui colonne ha tenuto una rubrica legata a fatti e personaggi della vita reale. A corto d’idee e dopo una rovinosa caduta in bicicletta, ha scritto di un barbone di colore, psichicamente disturbato, fanatico della musica di Ludwig van Beethoven e ottimo esecutore. Attraverso questo personaggio ha scoperto il mondo e la tragedia dei diseredati, oltre 90 mila, che popolano le periferie e i tuguri della metropoli californiana. Da quell’esperienza è nato un libro, <strong>The Soloist: A Lost Dream, an Unlikely Friendship, and the Redemptive Power of Music</strong> (Il solista: Un sogno perduto, un’amicizia inverosimile e il potere di redenzione della musica, 2008), che l’inglese J<em>oe Wright ha trasportato in film con il titolo <strong>Il solista</strong> (The soloist). E’ la storia di un’amicizia turbolenta e complicata in cui entrambe le parti s’impegnano partendo da posizioni reciprocamente utilitariste: il senzacasa è soggiogato dalla possibilità di avere un vero strumento musicale, lui che suona Beethoven su un violino scassato e on solo due corde, il giornalista fiuta il colpo grosso, lo scoop che segna un’intera vita. Il merito maggiore del film è di non pretendere alcun lieto fine consolatorio, ma solo mostrare il potere della musica nella redenzione di un uomo arrivato all’estremo della degradazione mentale ed economica. In questo il regista mostra una particolare sensibilità ad affrontare un tema che lo riguarda in qualche modo, soffre di dislessia, anche grazie a due magnifici interpreti: Jamie Foxx, Robert Downey Jr. E’ un testo dal taglio classico, molto ben costruito e, a tratti, commuovete.</em></em></p>
<p><em><em>(umberto@uerre.it) </em></em></p>
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		<title>Soggetti&#8230; in bermuda (voto 7)  di Umberto Rossi</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 12:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea Possa e Marco Rinaldi costituiscono un duo comico di grande successo, I soggetti smarriti. Affiancati dal trio Bermuda Circus, una band musical – comica, hanno realizzato a uno spettacolo, Soggetti&#8230; in bermuda, di ottima fattura e ritmo. Un risultato positivo dovuto anche al contributo di numerosi ospiti emersi da quel vivaio di comici genovesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/soggetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26283" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/soggetti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Andrea Possa e Marco Rinaldi costituiscono un duo comico di grande successo, <em>I soggetti smarriti</em>. Affiancati dal trio <em>Bermuda Circus</em>,<strong> </strong>una band musical – comica, hanno realizzato a uno spettacolo, <strong><em>Soggetti&#8230; in bermuda</em></strong>, di ottima fattura e ritmo. Un risultato positivo dovuto anche al contributo di numerosi ospiti emersi da quel vivaio di comici genovesi che si sta affiancando con grande successo al mondo dei cantautori. La comicità di questo complesso di autori e attori punta pesantemente su elementi coprofili e sessuali, ma questo fa parte di una consistente tradizione del teatro comico e, nel caso specifico, è riscattato da un ritmo e da tempi d’esecuzione davvero pregevoli. Un discorso a parte meritano gli emiliani del <em>Bermuda Circus</em> molto bravi nel trarre dalla musica sonorità che consentono di mescolare ironia e originalità esecutiva. Oltre due ore e mezzo di spettacolo che valgono più del prezzo del biglietto.</p>
<p>(umberto@uerre.it)</p>
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		<title>Savona &#8211; Teo Teocoli al Priamar</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 07:05:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Carotenuto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacoli]]></category>
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		<category><![CDATA[spettacoli savona]]></category>
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		<description><![CDATA[Savona &#8211; Appuntamento con Teo Teocoli, questa sera, alle ore 21,30 al Priamar. Tutta l’ironia del cabaret di qualità del grande artista milanese con il suo nuovo spettacolo “La Compagnia dei Giovani” nel magnifico scenario della Fortezza rinascimentale savonese. Dopo il successo teatrale di Teo Teocoli, in giro per la penisola, con il suo nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Teocoli-Teo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-26246" title="Teocoli-Teo" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Teocoli-Teo-195x300.jpg" alt="" width="195" height="300" /></a><br />
Savona &#8211; Appuntamento con Teo Teocoli, questa sera, alle ore 21,30 al Priamar. Tutta l’ironia del cabaret di qualità del grande artista milanese con il suo nuovo spettacolo “La Compagnia dei Giovani” nel magnifico scenario della Fortezza rinascimentale savonese.<br />
Dopo il successo teatrale di Teo Teocoli, in giro per la penisola, con il suo nuovo spettacolo “La Compagnia dei Giovani” – fino ad ora più di 60mila presenze in 20 città del tour .<br />
Il Teo Teocoli Show vedrà come special guest la presenza di Mario Lavezzi con la Doctor Beat, una band con una splendida sezione fiati che da anni accompagna Teo Teocoli in Tour.</p>
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		<title>The Box (voto 7)  di Umberto Rossi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[The Box è basato sul racconto breve Button, Button scritto da Richard Burton Matheson (1926) nel 1970, pubblicato, per la prima volta, su Playboy e già utilizzato, nel 1985, per il telefilm La pulsantiera, ventesimo episodio della prima stagione della serie televisiva Ai confini della realtà (The Twilight Zone, serie 1986) diretto da John D. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/The_box.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26226" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/The_box-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>The Box</strong> è basato sul racconto breve <strong>Button, Button</strong> scritto da Richard Burton Matheson (1926) nel 1970, pubblicato, per la prima volta, su <em>Playboy</em> e già utilizzato, nel 1985, per il telefilm <strong>La pulsantiera</strong>, ventesimo episodio della prima stagione della serie televisiva <strong>Ai confini della realtà </strong>(<em>The Twilight Zone</em>, serie 1986) diretto da John D. Hancock e Peter Medak. Questo testo è ora utilizzato dal regista, sceneggiatore e produttore (<strong>Donnie Darko</strong>, 2001) Richard Kelly. L’ambientazione è nella città di Richmon, in Virginia, nel 1976. Una coppia di giovani sposi riceve da un misterioso <em>inviato</em> una piccola scatola di legno che contiene un pulsante. Il messo li informa che sono stati scelti per una sorta di esperimento che ha già coinvolto e coinvolgerà in futuro molte altre coppie. Se premeranno il bottone, una persona, che non conoscono, morirà in qualche parte del mondo, e loro riceveranno un milione di dollari. In realtà chi fa la proposta è un alieno che si è introdotto nel corpo di uno studioso colpito da un fulmine durante la trasmissione dei dati raccolta dalla sonda Viking da poco arrivata su Marte. Lo scopo della sfida è testare la capacità del genere umano di anteporre la solidarietà di specie all’avidità individuale. In questo come in molti altri casi la prova fallisce e le conseguenze per i <em>prescelti</em> saranno disastrose. Da notare che le opere di questo scrittore, abilissimo nello sposare situazioni fantascientifiche a momenti horror e a riflessioni tutt’altri che banali, hanno già offerto spunto a molti film, solo per citarne alcuni: <strong>L&#8217;ultimo uomo della Terra</strong> (1964) di Ubaldo Ragona, <strong>Occhi bianchi sul pianeta Terra </strong>(<em>The Omega Man</em><em>, 1975) di </em>Boris Sagal ed <strong>Io sono leggenda</strong> (I Am Legend, 2007) di Francis Lawrence. Quest’ultima traduzione cinematografica ha all’attivo una corretta e professionale lettura del testo, ma è anche appesantita da una mancanza di vera fantasia e da una non eccelsa capacità interpretativa del televisivo James Marsden, mentre Cameron Diaz se la cava facendo ricorso al mestiere. Unica nota veramente positiva, ma da sola vale il prezzo del biglietto, la prestazione di Frank Langella nei panni nell’alieno in corpo umano.</p>
<p>(umberto@uerre.it)</p>
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		<title>The Losers (voto 7)  di Umberto Rossi</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 08:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli Stati Uniti il rapporto fra cinema e fumetti è sempre stato forte, sicuramente più robusto di quello che si è formato in Europa, ove, tranne casi eccezionali (Topolino in Italia, Asterix in Francia e pochi altri), i racconti per immagini disegnate hanno sempre svolto un ruolo di solida marginalità. Non sorprende che, mentre sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/The_losers.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26218" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/The_losers-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Negli Stati Uniti il rapporto fra cinema e fumetti è sempre stato forte, sicuramente più robusto di quello che si è formato in Europa, ove, tranne casi eccezionali (<em>Topolino</em> in Italia, <em>Asterix</em> in Francia e pochi altri), i <em>racconti per immagini disegnate</em> hanno sempre svolto un ruolo di solida marginalità. Non sorprende che, mentre sono numerosi i casi di film americani anche di grande successo che nascono da album cartacei, in Europa i casi analoghi si contino sulle punte delle dita. C’è anche da dire che spesso a Hollywood si è trattano di trasposizioni ricche di mezzi produttivi e non prive di originalità espressiva. <strong>The Losers</strong> del regista franco – americano Sylvain White appartiene a questa categoria. Partendo da un fumetto DC (divisione Vertigo) scritto da Andy Diggle e disegnato da Jock (Mark Simpson), il film racconta la storia di cinque militari appartenenti alle forze speciali americane, cui si unisce un’ambigua ragazza dai modi non meno spicci, inviati in Bolivia con il compito di individuare il rifugio di un pericoloso trafficante di droga. Eseguono la missione alla perfezione, segnalando le coordinate della casa del trafficante all’aereo che ha il compito di sparare un missile devastate, ma si accorgono, all’ultimo minuto, che nell’edificio c’è anche un gruppo di bimbi. Li salvano, ma i capi supremi fanno abbattere l’elicottero che li porta in salvo e su cui avrebbero dovuto trovare rifugio anche i militari. Da qui la decisione di ritornate negli Stati Uniti, passando per Dubai e l’India, e vendicarsi sul malvagio capo della CIA che sta progettando una catastrofe nucleare da imputare ai soliti terroristi islamici e far piombare l’America in un nuovo clima di paura. Il film mescola assai bene linguaggio fumettaro e ritmi da film d’azione, non dimenticando qualche timida digressione erotica e spruzzi d’ironia. In poche parole è un buon prodotto d’intrattenimento con, persino, qualche timido riferimento politico.</p>
<p>(umberto@uerre.it)</p>
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		<title>Fish Tank (voto 6)  di Umberto Rossi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 20:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Fish Tank (La vasca dei pesci) porta la firma dell&#8217;inglese Andrea Arnold che aveva ottenuto al Festival di Cannes 2006, il Premio della Giuria con Red Road (Strada Rossa), riconoscimento che ha raddoppiato nel 2009 con questo nuovo titolo, dividendolo con Bak-Jwi (Thirst, questo è il mio sangue) di Park Chan-Wooke. E&#8217; una nuova fatica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Fisch-Tank.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26184" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Fisch-Tank-215x300.jpg" alt="" width="215" height="300" /></a></strong><strong>Fish Tank</strong> (La vasca dei pesci) porta la firma dell&#8217;inglese Andrea Arnold che aveva ottenuto al Festival di Cannes 2006, il Premio della Giuria con <strong>Red Road</strong> (Strada Rossa), riconoscimento che ha raddoppiato nel 2009 con questo nuovo titolo, dividendolo con <strong>Bak-Jwi</strong> (Thirst, questo è il mio sangue) di Park Chan-Wooke. E&#8217; una nuova fatica che conferma il&#8217;interesse dell&#8217;autore per  la psicologia giovanile. L&#8217;ambiente è quello della periferia di una media città inglese (il film è stato girato a Dagenham, nell&#8217;Essex,) ove una quindicenne, che vive con madre single e sorella minore, si scontra continuamente con le coetanee, anela a liberare una vecchia giumenta che un gruppo di gitani tiene legata a un masso, sfugge alla scuola e a qualsiasi impegno civile. Le cose precipitano quando la madre si porta in casa un bel giovanotto che, lo scopriremo alla fine, è sposato con prole. L&#8217;uomo non disdegna le grazie della ragazzina, ma la abbandona dopo averla sedotta. Furiosa la giovane gli rapisce la figlia per qualche ora, quindi sembra avviarsi a una vita più regolare al fianco di uno degli zingari. Il film dice ben poco di nuovo, tenuto conto che sono molte le opere proposteci dal cinema britannico dedicate alle difficili condizioni e al degrado morale di molti giovani di quel paese. I momenti di maggiore novità vengono dall&#8217;interpretazione intensa della debuttante Katie Jarvis e da uno sguardo freddo e lucido sulla periferia di una grande città segnata da un&#8217;abdicazione pressoché totale di ogni valore e senso di solidarietà.</p>
<p>(umberto@uerre.it)</p>
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		<title>Genova &#8211; Spettacolo Cosmico ai Parchi di Nervi</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 08:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Carotenuto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Genova &#8211; Continua Il successo dello Spettacolo Cosmico gli orizzonti dello zodiaco il nuovo spettacolo itinerante del Teatro della Tosse. Anche questa sera, a partire dalle ore 21.00, i Parchi di Nervi si trasformeranno in un grande luna-park, per divertire e stupire il pubblico con storie antiche, oroscopi, magia e molto altro. In questi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Teatro-Tosse.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26127" title="Teatro-Tosse" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Teatro-Tosse.jpg" alt="" width="230" height="161" /></a><br />
Genova &#8211; Continua Il successo dello Spettacolo Cosmico gli orizzonti dello zodiaco il nuovo spettacolo itinerante del Teatro della Tosse. Anche questa sera, a partire dalle ore 21.00, i Parchi di Nervi si trasformeranno in un grande luna-park, per divertire e stupire il pubblico con storie antiche, oroscopi, magia e molto altro.<br />
In questi giorni la Tosse ha presentato anche la nuova stagione 2010/2011, e ha deciso di fare subito una sorpresa al suo pubblico. Gli spettatori, che acquisteranno prima dello spettacolo l’abbonamento Tosse in due o la carta Liberi Tutti potranno assistere allo Spettacolo Cosmico gli orizzonti dello zodiaco, in scena tutte le sere alle ore 21.00 (escluso domenica e lunedì), con un biglietto speciale di soli 6 euro e in più riceveranno in omaggio la maglietta, del loro segno zodiacale (create dall’artista Gregorio Giannotta).<br />
Dopo essersi persi tra i dodici segni zodiacali, luci spente in tutta l’area dei Parchi e spazio alla luce naturale delle stelle con Briciole di Stelle, l’incontro con gli esperti dell’Osservatorio Astronomico del Righi, che con l’aiuto del laser inviteranno gli spettatori ad osservare gli astri e scoprire i loro segreti.<br />
Senza l’inquinamento luminoso prodotto dalle luci di città sarà possibile godere appieno dello splendido cielo stellato estivo.</p>
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		<title>Olivetti (voto 8) di Roberta Balduzzi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 05:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertabalduzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[È in corso in questi giorni a Genova la seconda edizione del Festival dell&#8217;Acquedotto Storico, presentato per la prima volta lo scorso settembre in versione più ridotta. L&#8217;evento, organizzato dal Teatro dell&#8217;Ortica con la collaborazione del Municipio IV Valbisagno e di alcune associazioni culturali e di volontariato della zona (Associazione Aegua Fresca e Associazione G.A.U.), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" lang="it-IT"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">È</span> in corso in questi giorni a Genova la seconda edizione del <strong>Festival dell&#8217;Acquedotto Storico</strong>, presentato per la prima volta lo scorso settembre in versione più ridotta. L&#8217;evento, organizzato dal <strong>Teatro dell&#8217;Ortica</strong> con la collaborazione del Municipio IV Valbisagno e di alcune associazioni culturali e di volontariato della zona (Associazione Aegua Fresca e Associazione G.A.U.), consiste in una serie di spettacoli lungo il percorso dell&#8217;antico acquedotto, recentemente tornato a nuova vita in seguito a un processo, tuttora in corso, a favore della sua tutela e valorizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">La rassegna è iniziata con una passeggiata pomeridiana a piedi dal molo a Porta Soprana, che si è conclusa con uno spettacolo/concerto di Mauro Pirovano e Marco Cambri (<strong>Stondaiate sul condotto</strong>), tenutosi in Piazza di Campo Pisano.</p>
<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">In serata, il Festival è proseguito nella zona del centro storico genovese, dove, nella splendida cornice del <strong>Museo Diocesano</strong>, si è tenuto lo spettacolo <strong>Olivetti</strong> di Laura Curino: si tratta di un noto monologo, nato nel 1996 dalla collaborazione tra la Curino e Gabriele Vacis, che ha contribuito alla stesura del testo e ha diretto l&#8217;attrice nella messinscena. Nel 1974, Curino e Vacis hanno fondato a Torino <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">il </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Laboratorio Teatro Settimo</strong></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">, prolifica realtà di teatro di ricerca, cui ha preso parte anche Marco Paolini, che, insieme all&#8217;interprete piemontese, è una delle voci più rappresentative del teatro di narrazione. Alla base di questo tipo di teatro c&#8217;è una profonda attività di ricerca delle fonti relative all&#8217;argomento trattato, in questo caso la nascita di una grande realtà industriale italiana, attraverso la biografia del suo fondatore: Camillo Olivetti. Il monologo della Curino non si limita a questo; raccontare i momenti cruciali della vita del capostipite di una famiglia di grandi imprenditori si trasforma in un pretesto per soffermarsi sul tessuto sociale, politico e culturale nel quale la vicenda si snoda. La biografia del protagonista e le sue vicende professionali sono, inoltre, narrate da un punto di vista decisamente umano; è senz&#8217;altro attribuibile a questo aspetto la scelta di rendere voci narranti le donne della vita di Camillo, la mamma, prima, e la moglie, poi. </span></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Il monologo si compone di quattro parti: un prologo, un epilogo e due capitoli. La Curino inizia però dall&#8217;epilogo, che consiste in un breve </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><em>flashback</em></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"> della sua vita privata, quando, bambina, è protagonista indiretta della morte di Adriano Olivetti, avvenuta nei giorni del carnevale d&#8217;Ivrea, città natale dell&#8217;imprenditore, per l&#8217;occasione sospeso per lutto. La morte di Adriano segnò la fine del sogno di un capitalismo dal volto umano che era iniziato con il padre Camillo. La Curino fa così un nuovo salto a ritroso nel tempo fino alla nascita di Camillo (1868), di cui poi racconta, per voce della madre, l&#8217;infanzia, l&#8217;adolescenza, gli studi ingegneristici al Politecnico di Torino, i viaggi negli Stati Uniti, grazie ai quali ha acquisito le basi necessarie all&#8217;avvio della propria attività industriale. Dopo il matrimonio, il compito di esporre la vita di Camillo passa alla moglie Luisa, </span></span></span><span style="color: #1a1a1b;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">figlia del pastore valdese d&#8217;Ivrea</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">: la nascita dei cinque figli, le difficoltà iniziali dell&#8217;azienda, la costituzione delle prime fabbriche, il tentativo di trasferimento a Milano e la presentazione all&#8217;esposizione universale di Torino della </span></span></span><span style="color: #1a1a1b;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">M1, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">primo modello di macchina da scrivere, che consentirà il decollo della Olivetti, sono solo alcuni degli episodi che si susseguono nella narrazione ironica e sciolta della Curino, al fine di tracciare le tappe chiave della vita di una delle figure più importanti nella storia dell&#8217;industria italiana. La Curino è abile e vivace interprete dei personaggi che entrano ed escono dalla vicenda. Conclusa la narrazione con la morte di Camillo e, solo nove mesi dopo, di Luisa, l&#8217;attrice chiude il monologo con il prologo, in cui svolge alcune considerazioni sulla famiglia Olivetti e sul valore di un&#8217;azienda che preveda la priorità dell&#8217;essere umano rispetto a una logica meramente produttiva. </span></span></span></p>
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		<title>Basilicata coast to coast (voto 7)  di Umberto Rossi</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 17:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Quattro amici che vivono in un paese della Basilicata hanno messo su un complesso musicale per suonare, soprattutto, le canzoni composta de uno di loro. Nicola insegna nel liceo cittadino, compone brani ed è l’anima dell’intero complesso. Salvatore, chitarrista, ha studiato medicina, ma ha abbandonato prima della laurea. Il contrabbassista Franco da anni non parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Basilicata.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-26015" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Basilicata-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Quattro amici che vivono in un paese della Basilicata hanno messo su un complesso musicale per suonare, soprattutto, le canzoni composta de uno di loro. Nicola insegna nel liceo cittadino, compone brani ed è l’anima dell’intero complesso. Salvatore, chitarrista, ha studiato medicina, ma ha abbandonato prima della laurea. Il contrabbassista Franco da anni non parla in seguito al dolore per la morte dell’amata, è anche un pescatore provetto, ma rimette in acqua ogni pesce che abbocca. Rocco, il percussionista, è un belloccio che ha tentato la via dello spettacolo, ma che non ottiene una scrittura da due anni. Una loro canzone è selezionata per il Festival del teatro-canzone di Scanzano Jonico. Un po’ per vanteria e un po’ sperando in un’eco pubblicitaria, decidono di arrivare a piedi alla manifestazione, percorrendo l’intero percorso dal Tirreno allo Ionio. <strong><em>Basilicata coast to coast</em></strong> di Rocco Papaleo è una sorta di road movie registrato dalla telecamera di una, all’inizio, svogliata giornalista di una televisione parrocchiale, per giunta figlia di un boss politico del posto. Un percorso che consente al regista e interprete, qui all’esordio come regista di lungometraggi, di realizzare una sorta di spot sulle bellezze della regione e citarne alcune benemerenze culturali, prima fra tutte quella di aver ospitato, durante il fascismo, l’esilio di Carlo Levi, uno scrittore e pittore dal cui diario Francesco Rosi ha tratto un film memorabile, <em>Cristo si è fermato a Eboli</em> (1979), interpretato da Gian Maria Volontè. L’idea di partenza era certamente interessante, ma il risultato soddisfa assai meno. In primo luogo manca un preciso equilibrio fra gli inevitabili intenti <em>promozional &#8211; turistici</em> e l’asse del racconto. Una sintesi zoppa che fa oscillare il film fra riflessioni, anche non banali, sulla vita degli intellettuali di provincia e brani nettamente commissionati dalle varie Aziende per il Turismo senza un preciso legame di continuità. In secondo luogo l’intero cast non è sempre al livello degli snodi del racconto. Giovanna Mezzogiorno, in particolare, appare lasciata a se stessa per cui oscilla fra un’aria d’impegno assunto più come una vacanza che non per reale convinzione e acuti del tutto fuori luogo. Un terzo difetto riguarda la sceneggiatura, che elabora poco e male personaggi che contengono germi di grande interesse, ma sviluppati in maniera rapsodica.</p>
<p>(umberto@uerre.it)</p>
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		<title>Spettacolo Cosmico – Gli orizzonti dello Zodiaco  di Umberto Rossi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 14:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Umberto Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra le molte eredità culturali che Tonino Conte ha lasciato ai creatori del Teatro della Tosse, in particolare al figlio Emanuele, c’è la capacità di fare teatro nei luoghi meno consueti: fabbriche dismesse, forti, parchi. Un’esperienza che rivive in questo Spettacolo Cosmico – Gli orizzonti dello Zodiaco, collocato in vari angoli dei Parchi di Nervi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Tosse-estate-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25839" src="http://www.liguriaoggi.it/wp-content/uploads/2010/07/Tosse-estate-2010-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>Fra le molte eredità culturali che Tonino Conte ha lasciato ai creatori del Teatro della Tosse, in particolare al figlio Emanuele, c’è la capacità di fare teatro nei luoghi meno consueti: fabbriche dismesse, forti, parchi. Un’esperienza che rivive in questo <strong><em>Spettacolo Cosmico – Gli orizzonti dello Zodiaco</em></strong><em>,</em> collocato in vari angoli dei Parchi di Nervi. E’ almeno la terza volta che l’<em>ensemble</em> della Tosse usa angoli, parti e spazi assortiti di questo <em>polmone verde</em>, per la verità alquanto acciaccato e maltenuto, per ricavarne minipalcoscenici in cui uno o due attori recitano brani variamente e vagamente collegati a un unico filone. Questa volta la scelta è caduta sui segni zodiacali e, come sempre succede in proposte di questo tipo, lo spessore artistico varia di molto da una tappa a un’altra. Così com’è abbastanza arduo entusiasmarsi per le performance, quasi esclusivamente ginniche o canore di Giua e Laura Quaglia (la Vergine) o per quelle di Alberto Barbi (la Bilancia), si entra meglio in tema con l’Amleto in pillola di Alessandro Bergallo, anche perché la mente va al ricordo di un&#8217;indimenticabile rassegna dei vari modi di mettere in scena questa tragedia proposta da Tonino Conte una trentina d’anni or sono. Allo stesso modo convince il clown triste di Aldo Ottobrino (il Cancro), forse la migliore tappa dell’intera serata assieme al Leone evirato dell’Io di Nicholas Brandon. In definitiva uno spettacolo in linea con la tradizione di questo teatro, scenograficamente forse più povero delle edizioni precedenti (la crisi c’è per tutti!), ma originale e ricco di spunti piacevoli.</p>
<p>(umberto@uerre.it)</p>
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