Ospedale Galliera

Genova – Un elenco di nove domande presentato dal Movimento 5 Stelle ai vertici dell’Ospedale Galliera dopo la presentazione, avvenuta ieri a Palazzo della Borsa, del progetto per il “nuovo Galliera”.
Da anni il Movimento 5 Stelle conduce una battaglia a tutti i livelli istituzionali, per fermare quello che considera “un progetto inutile e devastante per il territorio”.
Secondo le accuse, infatti, il progetto drenerebbe centinaia di milioni di Euro pubblici per sostituire l’antico ospedale con un ospedale più piccolo e con meno posti letto, creando nel contempo appartamenti di lusso, cementificando buona parte della collina di Carignano.
Luca Pirondini, presente all’incontro di presentazione del progetto  ha colto l’occasione per rivolgere 9 domande al Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente dell’ente Galliera e principale fautore del progetto del nuovo ospedale.
Queste le domande presentate dal Movimento 5 Stelle

1) Il governatore Burlando vi aveva proposto di costruire il nuovo Galliera a Ponente, ma avete rifiutato: perché? Non pensa che, anziché costruire il secondo Galliera in Carignano, a due passi dal San Martino, sarebbe più equo costruirlo a Ponente per rispondere al diritto alla salute di una porzione popolosa di genovesi?

2) Dopo aver occupato un seggio nel consiglio di amministrazione di Carige, dei cui risultati in termini finanziari ed occupazionali sono ormai piene le cronache e gli atti giudiziari, non ritiene che la Curia genovese dovrebbe tenersi lontana da operazioni finanziarie di cui accolla le spese ai cittadini di Genova? Siccome avete commissionato l’ennesima versione del piano economico-finanziario, alla Deloitte nella Primavera del 2017, abbiamo più volte chiesto una copia, perché non ce la date?

3) Il complesso ospedaliero Galliera negli anni ’80 offriva oltre 1.200 posti letto per i genovesi. Oggi ne ha poco più di 400 e le cronache ci riferiscono dei gravi disagi quotidiani che si registrano al pronto soccorso. Il nuovo Galliera è dimensionato per 277 posti letto: non le sembra una follia distruggere un ospedale enorme, devastare un quartiere e spendere centinaia di milioni di euro pubblici per costruire un costosissimo ospedaletto con un quinto dei posti letto?

4) Il progetto del nuovo Galliera prevede di abbattere centinaia di alberi e sventrare la collina di Carignano per realizzare centinaia di appartamenti di lusso. Vuole essere ricordato dai genovesi come il promotore della speculazione immobiliare più impattante dopo quella di via madre di Dio?

5) Il complesso ospedaliero edificato dalla duchessa, un tempo vincolato, verrà irrimediabilmente distrutto per fare spazio ad un piccolo ospedale e a centinaia di appartamenti di lusso. Al soprintendente che ha rimosso i vincoli, una volta in pensione, lei ha affidato il restauro della cattedrale di San Lorenzo: non sembra quantomeno una scelta inopportuna?

6) E’ mai possibile che di 20 padiglioni, tutti funzionanti e su cui sono stati appena investiti milioni di euro per ristrutturazioni, se ne conservi solo uno, la medicina nucleare? Non le pare uno spreco dismettere un ospedale di rilievo nazionale e di alta specializzazione, pluripremiato e festeggiato negli anni dai Ministri in persona? Come può ignorare il vincolo a perpetuo uso sanitario posto dalla fondatrice sui suoi storici padiglioni?

7) Non le pare eccessivamente temerario realizzare questa operazione con demolizioni, scavi, polvere, rumore e vibrazioni a due passi dallo storico ospedale che continuerà a funzionare con i malati nei container affacciati sul cantiere? Sono previste decine di camion per anni a trasportare macerie e materiali: quale accessibilità verrà garantita al pronto soccorso del Galliera? Oppure lo chiuderete e i genovesi perderanno un altro servizio?

8) Con quali fondi farete fronte ai tempi extra per gli alti rischi archeologici e idrogeologi?

9) Il Tar Liguria ha confermato che gli atti del Galliera devono essere resi pubblici: perché non lo fate e accampate cavilli legali per non mostrare le carte?

L’opposizione del Movimento 5 Stelle alla costruzione del “Nuovo Galliera” si aggiunge alle numerose iniziative di associazioni e comitati locali, preoccupati per il futuro dell’ospedale e dell’area verde che circonda la struttura.
Uno dei comitati ha anche annunciato di voler ricorrere al Tribunale per impugnare il testamento della duchessa di Galliera, Maria Brignole Sale che aveva vincolato l’area, donata per la costruzione dell’ospedale, alla sola carità e sostegno ai bisognosi. Una clausola che potrebbe scontrarsi con il progetto di costruzione di abitazioni private e che non avrebbero alcun legame con la missione originale prevista.
Un cavillo che potrebbe far “saltare” la donazione e permettere agli attuali eredi della famiglia, di ritornare in possesso dell’area.