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One Comment

  1. Anonimo

    Ho avuto il privilegio di conoscere Kicco Chiarella una trentina di anni fa. Abitavamo nello stesso palazzo di corso Firenze e ben presto si è rivelato per quello che era: un ottimista di natura, uno che non sapeva stare mai fermo, sempre alla ricerca di esperienze che puntualmente condivideva prima di tutto con la sua numerosa, esuberante famiglia e con chi riusciva a stare al passo con la sua prorompente energia e umanità.
    Ogni Natale, sotto il nostro albero, non mancava mai il suo chilo di riso racchiuso in un sacchetto di iuta, un dono semplice che, fatto da lui e dai suoi cari, suonava spesso più sincero e schietto di tanti altri “dovuti” per tradizione.
    Kicco era, insomma, quel che si dice una bella persona. Per questo ci mancherà e resterà nel ricordo di molti.
    Riccardo Massa

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